Cabine di verniciatura: quali i requisiti?

Cabine di verniciatura a secco o a velo d’acqua? 

La prima cosa da fare è cosa deve essere verniciato nelle cabine di verniciatura (tipo di materiale e dimensioni), fornendo ai costruttori le schede tecniche e di sicurezza dei prodotti vernicianti che si utilizzano. In secondo luogo bisogna valutare la scelta tra il sistema di filtrazione secco o a velo d’acqua, fornendo al costruttore i costi di smaltimento per fanghi e rifiuti solidi, i costi di elettricità e di mano d’opera. In generale, se si usano solo prodotti all’acqua, la soluzione migliore è costituita dalle cabine a secco. Usando cabine a velo d’acqua con vernici a solvente, il flocculante che si aggiunge nella vasca è influenzato minimamente dalla natura della vernice, sia essa poliuretanica, nitro o poliestere. Nel caso delle vernici all’acqua, invece, il processo è molto influenzato dalla natura del polimero. Questo significa che la scelta degli additivi per il trattamento deve essere fatta sulla base della vernice utilizzata, previa prova di laboratorio.

Installazione Artigiana Metalli di Cabina di Verniciatura.

Installazione Artigiana Metalli di Cabina di Verniciatura.

In sostanza i vantaggi di una cabine di verniciatura a secco sono:

  • assenza di additivi (regolatore di PH, coagulante, flocculante, antischiuma, battericida);
  • rifiuti più facilmente gestibili (filtri sporchi di vernice secca, anziché acqua e fanghi);
  • nessuna dipendenza dalla natura della vernice (a parte il fatto che i filtri s’intasano più o meno velocemente, a seconda della loro qualità).

Anche se si utilizzano solo prodotti vernicianti all’acqua, la funzione principale della cabina è quella di mantenere la salubrità nell’ambiente di lavoro, sia perché in queste vernici è comunque presente una piccola quantità di solventi, sia perché la parte solida della vernice (l’overspray) deve essere sempre allontanata da chi vernicia. 

Pressurizzazione o compensazione?

Si tratta di soluzioni costruttive che riducono al minimo la presenza di polvere, migliorando anche le condizioni di lavoro degli addetti. In entrambi i casi, la soluzione consiste nel far entrare aria da una parte per riequilibrare quella che esce. La differenza tra i due sistemi non sta nella quantità di aria inviata nella cabina, bensì nella velocità con cui circola.

Il pressurizzatore lavora in leggera sovrappressione, inviando aria filtrata e climatizzata (riscaldata d’inverno e, se necessario, raffreddata d’estate) nell’ambiente di lavoro. E’ caratterizzato da una mandata di aria su una superficie filtrante molto maggiore rispetto al compensatore, ma con una velocità più bassa (0,3 m/s al massimo), in modo da non creare turbolenze e conseguenti movimenti di polvere, che andrebbe poi a ricadere sui pezzi verniciati. Un pressurizzatore ha una superficie uguale all’area del fronte della cabina. La pressurizzazione costa più della compensazione. Bisogna quindi valutare il tipo di investimento in funzione delle proprie esigenze produttive e dal tipo di finitura che si vuole ottenere. Per la verniciatura di serramenti o per l’applicazione dei fondi, ad esempio, un compensatore è più che sufficiente, mentre è sconsigliato per le finiture e per tutte le verniciature di alta qualità.

Artigiana Metalli installa in Toscana cabine di verniciatura. Contattaci per avere maggiori informazioni sulle cabine di verniciatura o richiedere un preventivo.

Fonte: Rivista Cabine.

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